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Allulosio non (ancora) permesso nell’UE

 

Chiamato anche psicosio, questo “zucchero raro” sta sollevando interesse come dolcificante alternativo

 

Quasi privo di calorie, con un potere dolcificante pari al 70% rispetto a quello del saccarosio e un sapore simile, l’allulosio sta sollevando interesse come dolcificante alternativo. Chiamato anche psicosio, ha una struttura chimica molto simile a quella del fruttosio ed è presente naturalmente in piccole quantità in diversi alimenti, come zucchero grezzo, barbabietola, uvetta e fichi secchi. Questo “zucchero raro”, così definito per le esigue quantità disponibili in natura, industrialmente non viene prodotto per estrazione (perché sarebbe economicamente svantaggioso) bensì mediante due trattamenti enzimatici consecutivi: il primo per scindere il saccarosio nei due monosaccaridi che lo compongono, glucosio e fruttosio, e il secondo per convertire il fruttosio in allulosio.

Da sinistra, fruttosio e allulosio.

 

 

Per l’UE non è al momento possibile stabilire la sicurezza di questa sostanza
Nell’Unione europea è considerato un “nuovo alimento” (novel food) poiché non ha una storia di consumo significativa antecedente il 1997 (anno di emanazione del Regolamento che disciplina questo settore), pertanto deve essere sottoposto a una procedura di valutazione di sicurezza da parte dell’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare). Petiva Europe (filiale belga di una società indiana) aveva richiesto l’approvazione del suo Honeytose (nome commerciale del prodotto) per immetterlo sul mercato UE come sostituto dello zucchero, tal quale o per l’impiego in vari prodotti trasformati, quali confetteria, bevande, yogurt, dessert, gelati, sciroppi, creme e farciture per pasticceria e barrette nutrizionali. L’EFSA ha ritenuto che le informazioni fornite dal richiedente su diversi aspetti cruciali (tossicologia, stabilità negli usi previsti, effetti dell’assunzione a lungo termine, ecc.) non fossero sufficienti e ne ha chieste di ulteriori. Poiché la società non le ha mai fornite, a maggio l’Autorità ha emanato un’opinione scientifica concludendo che non è possibile stabilire la sicurezza di questa sostanza, di conseguenza non è stata data l’autorizzazione alla sua commercializzazione.
Nel frattempo, un gruppo di multinazionali di ingredienti ha creato un consorzio per portare avanti in modo congiunto gli sforzi per arrivare a ottenere il via libera all’allulosio nell’Unione europea. Sono trascorsi 4 anni ma tale obiettivo non è ancora stato raggiunto. In diversi Paesi del mondo, dagli Stati Uniti all’Asia, l’allulosio è invece permesso ed è facilmente reperibile anche in molti siti di e-commerce, che ne promuovono l’utilizzo soprattutto in casi di diabete e diete chetogeniche, dato che sembra non incidere sulla glicemia. Occorre però tenere presente che, al momento in cui scriviamo, in Italia e negli altri Paesi comunitari è ancora vietato.

Rossella Contato

 

“TuttoGelato” è il magazine speciale dedicato al mondo della gelateria, firmato dalla redazione di “Pasticceria Internazionale”. 
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