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Fructital, fidelizzazione e partnership

L'intervista a Stefano Collino, titolare di Fructital

 

La storia di Fructital inizia a Torino nel 1922. Fino agli anni ‘90 del secolo scorso l’azienda è attiva nel campo della produzione di essenze naturali per l’industria dolciaria e per laboratori di pasticceria e gelateria, ma di lì in poi la produzione si concentra sulla messa a punto di linee specifiche per gelateria. Nel 1994 l’azienda si sposta dal capoluogo sabaudo a Buriasco, in provincia, e ad inizio millennio inaugura un nuovo corso di cui sono protagonisti gli attuali titolari, Giovanni Collino e la moglie Romana Barotto, con il figlio Stefano. Originari di San Pietro Val Lemina nel pinerolese e forti di un’intensa esperienza nel settore dolciario, già precedente l’acquisizione completa delle quote Fructital nel 2000, sono i realizzatori della svolta decisiva imposta all’attività, oggi ripagata da un successo crescente. Chiediamo a Stefano Collino di raccontarci attualità e prospettive di questa fiorente azienda.

Chi sono oggi gli artefici del successo Fructital?

Siamo noi tre di famiglia a condurre l’azienda e, in tutto, in Fructital lavorano 22 persone. Il nostro ambito è sia nazionale che internazionale e il 50% della produzione è destinato all’export. Abbiamo infatti due responsabili commerciali, che si dedicano al mercato italiano e a quelli stranieri. All’estero esportiamo in una trentina di Paesi: copriamo grosso modo tutta l’Europa e, tra le nazioni extraeuropee, lavoriamo molto con Cina e Nuova Zelanda.

Come si articola la vostra offerta?

Il nostro focus è il mondo della gelateria e abbiamo a catalogo una gamma completa di oltre 300 articoli, a cui si aggiungono le referenze costruite su misura per le esigenze dei clienti che si rivolgono a noi. Siamo una piccola realtà, produciamo tutto internamente e la personalizzazione è una caratteristica fondamentale della nostra offerta.

Come è suddivisa la produzione?

Abbiamo tre linee di produzione: polveri, paste zuccherine e paste anidre. Per quanto riguarda ad esempio la frutta secca, la lavorazione avviene a partire dalla materia prima sino al prodotto finito. Ci occupiamo internamente della tostatura del frutto crudo, per poi passare alla raffinazione a freddo, per preservare al massimo sapori e aromi, e quindi alle fasi successive.

Alla luce di questo approccio, qual è la vostra filosofia produttiva?

Qualità alta e massimo servizio, che riusciamo ad assicurare avendo impostato in questo modo l’attività, ovvero seguendo tutto l’iter produttivo a partire dalla materia prima, senza intermediari.

Chi sono i vostri clienti?

Il 98% della clientela è composta da gelatieri artigiani, che seguiamo sia direttamente con i nostri agenti, sia grazie a distributori di fiducia. Per il restante 2% siamo partner di realtà industriali per prodotti specifici che forniamo su richiesta, ma il cuore del nostro lavoro è il mondo artigianale. Diciamo che lo “zoccolo duro” della clientela storica è nel torinese, ma nel tempo abbiamo cercato di costruire il mercato da Torino in poi, per ampliarlo via via sempre di più, sino ad arrivare addirittura agli antipodi.

A livello di approvvigionamento di materia prima, vi rifornite sul territorio?

Sì, lavoriamo molto con produttori di zona piemontesi per la frutta e, per fare un esempio, le nocciole che utilizziamo arrivano dalle Langhe.

Oltre alle referenze a base frutta, offrite prodotti per gelateria a base di cioccolato?

Sì, abbiamo paste in base zuccherina, paste anidre e variegati. Tra le attuali referenze di punta c’è la Miscela Fondente Origine, un prodotto in polvere che va tantissimo. È perfetta per produrre sorbetti al cioccolato a base acqua, ad alta percentuale di cacao (65-80%). Alla Miscela, che non contiene derivati del latte o emulsionanti, si aggiungono soltanto fondente ed acqua. Consente di ottenere un buon gusto fondente e il prodotto finale risulta adatto anche a chi è intollerante ai latticini o a chi ha fatto una scelta vegan.

Nella gamma annoverate anche prodotti a base di stevia: da dove nasce questa scelta?

Ci siamo concentrati sulla stevia dato che il mercato del senza zucchero è sempre più ampio. Le nostre referenze sono tra le poche che, oltre alla stevia, non contengono altri zuccheri. Hanno indice glicemico più basso e risultano avere un potere calorico inferiore del 30% rispetto agli altri prodotti. Per fare un esempio, LatteVega&Stevia è una base senza zuccheri aggiunti dolcificata con stevia, che arricchisce la Linea Vega Fructital, gamma vegan priva di derivati di origine animale e olio di palma, adatta anche agli intolleranti al lattosio… Il nostro obiettivo è quello di ottenere un gelato buono quanto quello tradizionale, che non patisca il fatto di essere un prodotto alternativo, e i clienti ci stanno premiando. Soprattutto il mercato interno ci sta dando ragione. Crediamo che i prodotti privi di latte e zuccheri aggiunti e anche quelli vegani costituiscano importanti nicchie di mercato, ma lavoriamo molto per migliorarci sempre anche nell’ambito dei prodotti tradizionali.

Quali novità presentate in campo più “tradizionale”?

Nell’ottica della destagionalizzazione del gelato, che è sempre più declinato in molteplici golosità, puntiamo sulla nuova linea semifreddi, che presentiamo a Sigep, che include prodotti molto versatili da usare, dalle basi alle decorazioni. Crediamo molto, per esempio, in quelli che chiamiamo Cremini da banco, composti da una parte gelato, una parte crema spalmabile e rifiniti con granella. Si tratta di elaborati più “caldi”, da realizzare con i nostri prodotti, che stanno avendo sempre più successo nelle gelaterie.

Quanto sono importanti per voi ricerca e sviluppo?

Sono la nostra forza, vi investiamo parecchio ogni anno. Ora abbiamo in azienda due tecnologi che si occupano a tempo pieno di ricerca e sviluppo. Non puntiamo tanto sui volumi, quanto sul miglioramento costante della qualità. L’altro nostro punto di forza è il rapporto di partnership che instauriamo con i nostri clienti.

Offrite consulenze dirette?

Offriamo consulenze non solo sull’utilizzo dei prodotti, ma anche sull’avviamento e sulla gestione dell’attività, dall’inizio alla fine. Organizziamo corsi interni e demo, ma non puntiamo tanto sulla formazione collettiva, quanto su quella individuale, specifica per ciascun cliente in base alle sue esigenze. Gli cuciamo addosso un “vestito su misura”.

Quali novità avete in serbo per quest’anno?

A Sigep proponiamo novità ma preferiamo concentrarci su due o tre prodotti di punta da presentare al meglio, tra quelli che hanno maggior successo. Quindi, via libera ai Cremini, che lanciamo con diversi abbinamenti di gusti, alla Miscela Fondente Origine, ai pesti di nocciola e pistacchio, nonché alle nuove paste pure di nocciola e pistacchio, che risultano piacevolmente più “grezze” al palato. Oltre ai prodotti, presentiamo anche il restyling della nostra immagine aziendale, dal marchio al packaging, sino alla comunicazione.

Come vedete il mercato odierno?

C’è di tutto, forse un po’ troppo di tutto e, per non confondersi è necessario distinguersi. Noi, come produttori, cerchiamo di migliorarci sempre, di innovare, di puntare sulla qualità ed è da 14 anni che cresciamo costantemente. D’altronde la qualità premia sempre. Chi sa proporre cose nuove cresce. Poi, all’estero, l’italianità è molto apprezzata e quindi ci sono ampi margini di ulteriori miglioramenti.

E il futuro?

Per i motivi detti sopra siamo sereni, ottimisti. Proprio in questi mesi stiamo ampliando l’area produttiva di circa 1000 m2 e si tratta del quinto ampliamento da quando abbiamo acquisito per intero l’azienda. Non ci poniamo come semplici fornitori dei nostri clienti, ma puntiamo su due aspetti fondamentali: fidelizzazione e partnership. Questo è il segreto del nostro successo.

C.Q.

foto Daniele Cerato

Letto 247 volte Ultima modifica il Mercoledì, 13 Giugno 2018 15:53

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